lunedì 4 luglio 2016

Luigi Bobba sottosegretario per le Politiche Sociali illustra le nuove politiche attive, la via italiana al Sistema duale


Imparare lavorando e lavorare per imparare, è questo lo slogan con cui è stata presentata la sperimentazione del sistema duale per far dialogare mondo del lavoro e scuola. A Vercelli il seminario arcivescovile ha ospitato “Le nuove politiche attive, la via italiana al Sistema duale”. L’evento vercellese del roadshow nazionale per la presentazione della sperimentazione, è stato organizzato grazie alla partnership con Unioncamere e il sistema delle Camere di commercio.
Grazie all’accordo stipulato nella conferenza Stato-Regioni il governo ha avviato una sperimentazione che coinvolge 300 centri di formazione professionale su tutto il territorio nazionale, per consentire ai 60mila giovani di acquisire una qualifica o un diploma professionale in alternanza e rendere effettiva la costruzione di un sistema organico tra mondo dell’istruzione e formazione e attori del mercato del lavoro. Intervenuti Fabrizio Manca, direttore generale dell’Ufficio scolastico della Regione Piemonte, Gianna Pentenero, assessore regionale piemontese ad Istruzione e lavoro e Luigi Bobba.
“Il Governo, per mezzo di questa sperimentazione ha dato concreta attuazione ad uno dei punti più salienti del Jobs Act rilanciando, in coerenza con La Buona Scuola, l’apprendistato di primo e di terzo livello, al fine di contrastare l’abbandono scolastico, aumentare il livello di occupazione dei giovani e ridurre la distanza tra scuola e lavoro” ha spiegato il sottosegretario di Stato presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. 
Un ruolo fondamentale lo avranno i centri di formazioni selezionati, solo in Piemonte sono 35, per fare da ponte verso le aziende e mettere le basi del dialogo tra istruzione e lavoro. Tra le possibilità offerte dal progetto nel percorso un tutor aziendale, laboratori che simulano situazioni lavorative, la possibilità di alternare studio, con il raggiungimento di un titolo, e lavoro, retribuito a diversi livelli.
Il nuovo apprendistato è un contratto di lavoro finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani. Il contratto è rivolto alle aziende e ai giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni che desiderano ottenere un titolo di studio mentre si inseriscono nel mondo del lavoro. Perché è un “contratto formativo” che prevede innumerevoli vantaggi. Il nuovo apprendistato è un contratto di lavoro per la formazione e l’occupazione dei giovani, finalizzato al conseguimento di un titolo di studio semplice nella gestione e con data di conclusione certa.
Tramite l’apprendistato possono essere conseguiti:
_ qualifica professionale
_ diploma professionale
_ diploma di istruzione secondaria superiore
_ certificato di specializzazione tecnica superiore
Per poter mettere in atto questo contratto, sono necessari 3 soggetti:
_  Le imprese di tutti i settori che nel loro CCNL prevedano l’apprendistato
_  I giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni che debbano conseguire un titolo di studio
_  I soggetti formativi accreditati dalle Regioni. 
_ L’apprendistato di primo livello prevede periodi di formazione a scuola, on the job in impresa, lavoro.
La durata varia da un minimo di 6 mesi fino all’esame per il conseguimento del titolo di studio, la formazione, avviene obbligatoriamente in orario di lavoro, prevede un monte ore complessivo interno-esterno all’impresa di 990 ore. La formazione esterna all’impresa presso il soggetto formativo, massimo 60% delle ore di formazione strutturata 1° e 2° anno, altrimenti massimo 50% delle ore di formazione strutturata 3° e 4° anno.
Imprese di tutti i settori e tipologie che possono quindi usufruire dell’inquadramento in apprendistato dei propri dipendenti. Garantire spazi adeguati alla formazione pratica e teorica dei giovani, disporre di strumenti tecnico-professionali conformi alle normative ed avvalersi di personale dedicato all’affiancamento degli apprendisti. Il tutor aziendale opera in continuo rapporto con l’istituzione formativa. Questa figura è chiamata ad esprimere un giudizio sull’andamento del rapporto con l’apprendista, in una relazione che diviene parte integrante della valutazione globale.

I nuovi contratti in apprendistato prevedono uno sgravio retributivo per il datore di lavoro, in relazione al monte ore di formazione, in quanto la formazione esterna non è retribuita, mentre la formazione interna è retribuita al 10%. Le restanti ore di lavoro sono retribuite come da contrattazione (fino a 2 livelli inferiori e con compenso progressivo d’ingresso se previsto. Sono previsti bonus per le imprese che assumono in apprendistato di primo livello, messi a disposizione dal Ministero del Lavoro per le Politiche Sociali su programmi nazionali o di Regione Lombardia. Per le imprese con più di 10 dipendenti si applica l’aliquota del 5% della retribuzione imponibile. Per le imprese con meno di 10 dipendenti vi è lo sgravio contributivo del 100% nei primi 3 anni (dal 4° anno l’aliquota del 10%). Le spese sostenute per la formazione degli apprendisti sono escluse dalla base imponibile IRAP.

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