Imparare lavorando e lavorare per
imparare, è questo lo slogan con cui è stata presentata la sperimentazione del
sistema duale per far dialogare mondo del lavoro e scuola. A Vercelli il seminario
arcivescovile ha ospitato “Le nuove politiche attive, la via italiana al
Sistema duale”. L’evento vercellese del roadshow nazionale per la presentazione
della sperimentazione, è stato organizzato grazie alla partnership con
Unioncamere e il sistema delle Camere di commercio.
Grazie all’accordo stipulato nella
conferenza Stato-Regioni il governo ha avviato una sperimentazione che
coinvolge 300 centri di formazione professionale su tutto il territorio
nazionale, per consentire ai 60mila giovani di acquisire una qualifica o un
diploma professionale in alternanza e rendere effettiva la costruzione di un
sistema organico tra mondo dell’istruzione e formazione e attori del mercato
del lavoro. Intervenuti Fabrizio Manca, direttore generale dell’Ufficio
scolastico della Regione Piemonte, Gianna Pentenero, assessore regionale
piemontese ad Istruzione e lavoro e Luigi Bobba.
“Il Governo, per mezzo di questa
sperimentazione ha dato concreta attuazione ad uno dei punti più salienti del
Jobs Act rilanciando, in coerenza con La Buona Scuola, l’apprendistato di primo
e di terzo livello, al fine di contrastare l’abbandono scolastico, aumentare il
livello di occupazione dei giovani e ridurre la distanza tra scuola e lavoro”
ha spiegato il sottosegretario di Stato presso il Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali.
Un ruolo fondamentale lo avranno i centri
di formazioni selezionati, solo in Piemonte sono 35, per fare da ponte verso le
aziende e mettere le basi del dialogo tra istruzione e lavoro. Tra le
possibilità offerte dal progetto nel percorso un tutor aziendale, laboratori
che simulano situazioni lavorative, la possibilità di alternare studio, con il
raggiungimento di un titolo, e lavoro, retribuito a diversi livelli.
Il nuovo apprendistato è un contratto di
lavoro finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani. Il contratto
è rivolto alle aziende e ai giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni che
desiderano ottenere un titolo di studio mentre si inseriscono nel mondo del
lavoro. Perché è un “contratto formativo” che prevede innumerevoli vantaggi. Il
nuovo apprendistato è un contratto di lavoro per la formazione e l’occupazione
dei giovani, finalizzato al conseguimento di un titolo di studio semplice nella
gestione e con data di conclusione certa.
Tramite l’apprendistato possono essere
conseguiti:
_ qualifica professionale
_ diploma professionale
_ diploma di istruzione secondaria
superiore
_ certificato di specializzazione tecnica
superiore
Per poter mettere in atto questo
contratto, sono necessari 3 soggetti:
_ Le imprese di tutti i settori che nel
loro CCNL prevedano l’apprendistato
_ I giovani di età compresa tra i 15 e i
25 anni che debbano conseguire un titolo di studio
_ I soggetti formativi accreditati dalle
Regioni.
_ L’apprendistato di primo livello prevede
periodi di formazione a scuola, on the job in impresa, lavoro.
La durata varia da un minimo di 6 mesi
fino all’esame per il conseguimento del titolo di studio, la formazione,
avviene obbligatoriamente in orario di lavoro, prevede un monte ore complessivo
interno-esterno all’impresa di 990 ore. La formazione esterna all’impresa
presso il soggetto formativo, massimo 60% delle ore di formazione strutturata
1° e 2° anno, altrimenti massimo 50% delle ore di formazione strutturata 3° e
4° anno.
Imprese di tutti i settori e tipologie che
possono quindi usufruire dell’inquadramento in apprendistato dei propri
dipendenti. Garantire spazi adeguati alla formazione pratica e teorica dei
giovani, disporre di strumenti tecnico-professionali conformi alle normative ed
avvalersi di personale dedicato all’affiancamento degli apprendisti. Il tutor
aziendale opera in continuo rapporto con l’istituzione formativa. Questa figura
è chiamata ad esprimere un giudizio sull’andamento del rapporto con
l’apprendista, in una relazione che diviene parte integrante della valutazione
globale.
I nuovi contratti in apprendistato
prevedono uno sgravio retributivo per il datore di lavoro, in relazione al monte
ore di formazione, in quanto la formazione esterna non è retribuita, mentre la formazione
interna è retribuita al 10%. Le restanti ore di lavoro sono retribuite come da
contrattazione (fino a 2 livelli inferiori e con compenso progressivo
d’ingresso se previsto. Sono previsti bonus per le imprese che assumono in
apprendistato di primo livello, messi a disposizione dal Ministero del Lavoro
per le Politiche Sociali su programmi nazionali o di Regione Lombardia. Per le
imprese con più di 10 dipendenti si applica l’aliquota del 5% della
retribuzione imponibile. Per le imprese con meno di 10 dipendenti vi è lo
sgravio contributivo del 100% nei primi 3 anni (dal 4° anno l’aliquota del
10%). Le spese sostenute per la formazione degli apprendisti sono escluse dalla
base imponibile IRAP.

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