giovedì 28 luglio 2016

Unione Europea: multa record da quasi 3 miliardi al cartello dei camion

Bruxelles denuncia pratiche economico-commerciali illecite durate quattordici anni. Pratiche economico-commerciali illecite durate quattordici anni, che hanno alterato i prezzi finali degli autocarri, influito sull’attuazione delle regole comunitarie per la limitazione delle emissioni dei gas a affetto serra, e trasferito sui consumatori i costi di adeguamento tecnologico. È questa la conclusione della Commissione europea, che oggi ha deciso di punire Man, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e Daf per “aver fatto cartello anziché competere tra loro”. Si tratta di una condotta “in chiara violazione delle regole Ue”, ha sottolineato il commissario per la Concorrenza, Margrethe Vestager, che ha imposto una sanzione da 2.926.499.000 euro, “la multa più alta mai comminata in un caso di questo tipo”.

Dal 1997 al 2014 Man, Volvo/Renault, Daimler, Iveco e Daf hanno operato insieme. “Ci sono 300 pagine di evidenza” dell’esistenza del cartello tra i produttori di camion, ha sottolineato Vestager. Un dossier che è stato possibile produrre grazie a Man. È il produttore bavarese ad aver rivelato l’esistenza dell’associazione dei principali operatori del settore, cosa che permesso di far luce su una vicenda lunga quattordici anni. Tre le violazioni accertate dai servizi dell’esecutivo comunitario: alterazione dei prezzi di vendita, diversi tempi di rispetto alle regole europee, trasferimento dei costi di produzione sul cliente. I cinque produttori di mezzi pesanti hanno fatto cartello nella definizione dei prezzi a livello di listino per autocarri. Il prezzo di listino si riferisce al prezzo di fabbrica di camion, che viene solitamente stabilito da ciascun produttore, e rappresenta la base per il prezzo di vendita finale per l’acquirente del camion. Gli stessi gruppi hanno fatto cartello anche per quanto riguarda la tempistica per l’introduzione di tecnologie di emissione richieste per rispettare le norme Ue sempre più stringenti in termini di limiti di emissioni di gas a effetto serra, influendo in sostanza le modalità per il passaggio dal regime Euro III fino alla Euro VI attualmente in vigore. Infine c’è stata cooperazione per decidere come spostare ai clienti i costi per le tecnologie delle emissioni necessarie per rispettare le norme comunitarie anti-inquinamento. 

Tutte le aziende hanno riconosciuto le accuse mosse dall’Antitrust comunitario, cosa che ha permesso a tutti una riduzione del 10% dell’ammenda complessiva. Quasi tre miliardi di multa per le compagnie incriminate. Importi diversi a seconda del soggetto, stabilito sulla base di criteri differenti: il tempo di partecipazione al cartello, le ripercussioni sul mercato, il volume di affari e la mole di guadagni ottenuti. I più colpiti i tedeschi di Daimler (1.008.766.000 euro), seguiti dagli olandesi di Daf (752.679.000 euro), i franco-svedesi di Volvo-Renault (670.448.000 euro). Multa minore per Iveco (494.606.000 euro), mentre nessuna sanzione si applica a Man per via della collaborazione con Bruxelles e la rivelazione del cartello, che garantisce piena immunità alla casa bavarese. L’importo della multa confluirà nel bilancio dell’Ue, riducendo il contributo degli Stati membri al funzionamento dell’Unione europea.  
Autocar Diesel: Duel (Film 1971).

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