venerdì 22 luglio 2016

Trasporto intermodale: l’ambiente ringrazia

Il trasporto intermodale è una tipologia di trasporto, effettuato utilizzando unità di carico atte a poter essere utilizzate da diversi modi di trasporto. L’ottimizzazione del trasporto è partito dalla base e si può far risalire, come primo passo, all’inizio dell’uso abituale del pallet, per proseguire poi con l’invenzione del container che ha rivoluzionato le tecniche di trasporto sulle lunghissime distanze, specialmente di quelle che prevedevano, oltre ad una parte di trasporto terrestre una parte di trasporto via nave.

Oggi il trasporto intermodale, detto anche combinato quando coinvolge solamente strada e rotaia, si svolge principalmente in 2 modi, in un primo caso con l’ausilio del container che viene agganciato di volta in volta, con l’ausilio di attrezzature specifiche, secondo la necessità, su un autocarro speciale, su un vagone ferroviario o sul ponte di una nave. Il secondo caso, utilizzato perlopiù sulle medie distanze, prevede il carico della merce su un semirimorchio stradale, il trasferimento dello stesso ad una vicina stazione ferroviaria, il successivo trasferimento a mezzo treno sino ad una stazione prossima alla località di destinazione ed infine l’ultimo tratto, per effettuare la consegna delle merci, nuovamente effettuato su strada.

La politica dei trasporti dell’Unione Europea ha dichiarato che entro il 2030 il 30% del traffico merci oltre i 350 km dovrà spostarsi su ferrovia.  I trasporti intermodali sono uno strumento strategico fondamentale per un impiego ottimale dei diversi modi di trasporto. Esso si impone come una delle modalità per il trasporto delle merci sulle medie-lunghe distanze con il minor impatto sull’ambiente. Ogni spedizione trasferita su rotaia riduce il consumo energetico e contribuisce alla tutela del clima. In media infatti, il trasporto intermodale riduce le emissioni di CO2 del 55% rispetto al solo trasporto su gomma.

Sono almeno sei i buoni motivi per spostare le merci usufruendo del trasporto combinato:

1) Il traffico di mezzi pesanti in Europa è in continuo aumento. In momenti di picco le capacità di carico scarseggiano. Capacità di carico fisse, a lungo termine, offerte dalle numerose piattaforme logistiche di trasporto combinato presenti sul territorio nazionale offrono interessanti oppurtunità agli spedizionieri.

2) Le modalità di trasporto ferroviario e navale non sono sottoposti a divieti di circolazione nel fine settimana, nelle ore notturne o nei giorni festivi e sono costantemente in viaggio senza ingorghi.

3) Localizzazione GPS è quasi sempre inclusa nel servizio, ovvero garantisce la tracciabilità delle merci in ogni momento della spedizione.

4) Il trasporto combinato offre una maggiore portata fino a 29 tonnellate, riducendo le operazioni di carico e scarico, con un conseguente abbattimento dei costi.

5) E’ possibile utilizzare in modo più efficace le risorse ed evitare operazioni di carico o di scarico nelle ore di punta, sfruttando il sistema di rimorchi in stand by. E’ possibile scegliere con flessibilità se caricare o scaricare le merci nelle ore diurne oppure nelle ore notturne. Impiegando al meglio il personale addetto al caricamento, evitando dispendiosi tempi d'attesa e costi di personale supplementare.


6) Scegliendo di utilizzare la tipologia di trasporto intermodale, si riducono sensibilmente le emissioni di sostanze nocive, in particolare il gas serra CO2, rispetto al trasporto su strada. Nel trasporto combinato "ferroviario" di circa il 55 % e di circa il 75 % nel trasporto combinato "short sea". 
Le aziende di trasporto investono nell'intermodale.

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